Cos’è l’Andrologia e di cosa si occupa

In medicina e chirurgia è la specializzazione che studia la sessualità e la funzione riproduttiva del maschio, i suoi disturbi e disordini. Attualmente ha assunto un ruolo più importante, soprattutto da quando tanti uomini hanno avuto il “coraggio” di rivelare al proprio medico di fiducia, alcuni aspetti e problematiche della propria sessualità. Il mito del maschio sempre pronto, disponibile e “pluripotente”, si è ridimensionato.

Anatomia dell’apparato genitale maschile

IL PENE

www.deficiterettile.it

 

particolare del plesso venoso subtunicale e delle vene circonflesse

 

www.deficiterettile.it

fonte iconografica

 

Sezione trasversa del pene

 

IL DIDIMO E L’EPIDIDIMO

Testicoli

I testicoli includono la gonade (didimo), le ghiandole sessuali maschili, e l’epididimo. All’interno delle gonadi vengono prodotti gli spermatozoi, ma è durante il passaggio nel canale dell’epididimo, che dura circa 12 giorni, che ha luogo la “capacitazione” degli spermatozoi, ovvero la creazione della loro capacità di fecondare l’uovo. Le cellule del canale dell’epididimo hanno anche la funzione di eliminare gli spermatozoi eventualmente alterati

LA PROSTATA E LE VESCICOLE SEMINALI

 IL DEFERENTE

Gli spermatozoi passano poi nel nel dotto deferente e nella vescicola seminale dove vengono immagazzinati. Se non vengono eiaculati vengono riassorbiti dall’organismo. Le vescicole seminali producono la maggior parte del liquido seminale. Tale fluido è denso e ricco di fruttosio per rifornire gli spermatozoi dell’energia necessaria al loro movimento.

 

 

L’ URETRA

L’uretra è un condotto che decorre all’interno della prostata; ha un tratto intermedio che attraversa il pavimento pelvico ed un tratto passante all’interno del corpo spongioso del pene. L’uretra possiede un gran numero di ghiandole uretrali. Le ghiandole bulbouretrali hanno la funzione, all’inizio dell’eccitazione sessuale, di secernere un secreto mucoso per facilitare il successivo passaggio dello sperma durante l’eiaculazione.

 

 

 VISITA ANDROLOGICA

www.med-ars.it

 

Valutazione del paziente:

Un corretto approccio diagnostico è di fondamentale importanza e deve prevedere un’attenta anamnesi (medica, sessuale e psicosociale), un accurato esame obiettivo e precisi accertamenti laboratoristici e strumentali.

Anamnesi: è l’elemento cardine del processo diagnostico permettendo l’individuazione di fattori di rischio, di orientare su una possibile patogenesi organica e/o non organica e di rendere evidenti eventuali problematiche sessuali o relazionali del/della partner influenzando il successivo percorso diagnostico. Una corretta anamnesi dovrà prevedere tre aspetti: medico, psicologico e psico-sociale.

Anamnesi medica:

Le condizioni che possono favorire l’insorgenza di una patologia andrologica sono molteplici. L’anamnesi medica viene suddivisa in tre momenti: anamnesi familiare, fisiologica e patologica remota.

L’anamnesi familiare è utile per valutare la predisposizione del paziente a sviluppare malattie cardiovascolari, diabete, endocrinopatie ecc.

L’anamnesi fisiologica permette di identificare fattori di rischio e condizioni che possono far sospettare patologie concomitanti responsabili della patologia. Dovremo quindi stabilire quali sono le abitudini di vita del paziente (fumo, alcool, stupefacenti, ritmo sonno-veglia, attività fisica, comportamenti alimentari ecc.), il tipo di lavoro (orari, stress, attività dirigenziale o subordinato ecc.), le caratteristiche della minzione e dell’alvo.

Con l’anamnesi patologica remota si ricercano patologie croniche concomitanti (diabete, epatopatie, ipertensione, Insufficienza Renale Cronica, ecc.) e precisi fattori di rischio cardiovascolare noti (ipercolesterolemia, ipertensione, diabete, radiazioni pelviche, ecc.). Alla luce dell’aumento della vita media della popolazione e dell’alto livello di medicalizzazione, che ha comportato un’alta incidenza di turbe erettive su base iatrogena, è opportuno valutare con attenzione se il paziente assume farmaci (antipertensivi, anticolinergici, antipsicotici, ecc.) e se riferisce pregressi traumi (cranici, dorsali, pelvici, ecc.) o interventi chirurgici (amputazioni addomino-peritoneali del retto, cisto-prostatectomia radicale, protesi vascolari, chirurgia del rachide, ecc.) che possono determinare modificazioni di tipo neurologico, vascolare, psicologico e relazionale.

Esame obiettivo:

Dopo l’esecuzione dell’ampio approccio anamnestico e i test di autovalutazione, l’esame obiettivo cerca di verificare quanto emerso dal colloquio e quanto il paziente, per l’emozione o per reticenza, possa aver descritto confusamente od omesso. Deve quindi prevedere una valutazione generale della struttura corporea (massa muscolare, distribuzione adiposa, presenza di ginecomastia, ecc.); la misura del peso e dell’altezza con il calcolo dell’indice di massa corporea, l’esclusione di segni clinici evidenti di patologie maggiori (neoplasie, epatopatie, nefropatie, ecc.), la ricerca di segni clinici di patologie concomitanti e di eventuali loro complicanze determinandone, dove possibile, il grado. Si valuteranno quindi i caratteri sessuali secondari (distribuzione pilifera, trofismo muscolare ecc.). L’esame obiettivo verrà mirato soprattutto alla valutazione del sistema cardiovascolare, delle gonadi e del sistema nervoso. La valutazione cardiovascolare deve essere caratterizzata da un attento esame obiettivo cardiaco (valutazione dell’aia cardiaca e di eventuali soffi valvolari), dalla determinazione della pressione arteriosa e dell’intensità dei polsi periferici (femorali e pedidei) nonché dalla ricerca di eventuali soffi vascolari (carotidei, addominali, femorali). Per quanto riguarda il pene bisogna determinarne le dimensioni e la forma in stato di flaccidità (lunghezza > 10 cm a pene stirato), valutare l’eventuale presenza di fibrosi dei corpi cavernosi o la presenza di placche, valutare la scorrevolezza del prepuzio sul glande (per escludere una fimosi, frenulo corto, lesioni cutanee e/o mucose coperte), individuare la sede e la pervietà del meato uretrale. L’obiettività testicolare dovrà evidenziare la presenza di una ipotrofia (mono o bilaterale), la morfologia, la consistenza, la dolorabilità, la presenza di una ectasia del plesso pampiniforme e le dimensioni e dolorabilità degli epididimi. La valutazione della prostata, mediante esplorazione rettale, riveste un’importanza fondamentale nell’esame obiettivo del soggetto e di conseguenza dovrà essere sempre eseguita per determinarne la morfologia, il volume, la consistenza e la dolorabilità. Una diminuzione del volume della prostata può essere molto suggestiva per un ipogonadismo. Infine, la valutazione del sistema nervoso dovrà prevedere la ricerca di alterazioni motorie (rallentamenti, tremori, ecc.), la determinazione dei riflessi osteotendinei (patellari ed achillei), del riflesso cremasterico (ottenuto esercitando una pressione in regione inguinale e osservando la contrazione della sacca scrotale), del riflesso bulbo-cavernoso (apprezzando la contrazione dello sfintere anale secondario allo schiacciamento del glande), e l’identificazione di alterazioni della sensibilità tattile e vibratoria agli arti inferiori e nell’area genitale mediante la biotesiometria, che valuta quantitativamente la sensibilità somatosensoriale vibratoria del soggetto. A tale scopo sono stati realizzati dei normogrammi che permettono di apprezzare eventuali deficit di tipo sensitivo.