L’ecografia è la metodica che sfrutta la proprietà degli ultrasuoni di passare attraverso le strutture del corpo, infrangersi contro di esse e poi ritornare al punto di partenza.

L’ecografo, che è l’apparecchio con cui vengono eseguite tutte le ecografie, emette gli ultrasuoni attraverso una sonda da posizionare in corrispondenza dell’organo da esplorare, dopo di che li raccoglie nel loro tragitto di ritorno e li trasforma in impulsi elettrici che si rendono visibili su un monitor sotto forma di immagini.

Le indicazioni: l’ecografia è particolarmente indicata ogni qualvolta sia necessario indagare sulla struttura di organi interni, quali fegato, cistifellea, cuore, mammella, tiroide, utero, ovaie, prostata, pancreas, ureteri (solo nel tratto iniziale e terminale), vescica, vescicole seminali. In particolare, essa evidenzia tutti gli aumenti di volume anomali riguardanti l’organo esaminato e l’eventuale presenza di masse, differenziando le formazioni solide da quelle liquide. Viene, inoltre, ampiamente utilizzata durante la gravidanza per controllare lo sviluppo del bambino.

Le controindicazioni: nessuna.

Come si svolge: la persona viene fatta sedere o sdraiare sopra un lettino al lato del quale si trova l’ecografo (di solito al lato destro del paziente). Il medico applica gel nella zona del corpo corrispondente all’organo da visualizzare, allo scopo di favorire la trasmissione degli ultrasuoni emessi dalla sonda. In alcuni casi, però, anziché utilizzare la sonda esterna, lo specialista impiega sonde interne, che vengono inserite negli orifizi naturali. Più precisamente, può essere impiegata la sonda trans-vaginale (nel caso in cui si debba indagare su utero, ovaio e tube), oppure la sonda trans-rettale (in caso di indagine sulla prostata o sul retto). L’uso delle sonde interne permette di ottenere immagini particolarmente nitide, anche se è indubbiamente più fastidioso per la persona. Le immagini provenienti dall’ecografo vengono trasmesse sullo schermo in tempo reale e il medico le legge a mano a mano che compaiono, fotografando quelle più significative (che poi vengono consegnate alla persona).

L’ecografia non richiede né anestesia né ricovero in ospedale e non comporta alcun tipo di rischio. La durata dell’esame varia dai 5 ai 20 minuti.

Il grado di fastidio: l’esame è assolutamente indolore. L’eventuale introduzione della sonda nell’ano, nella vagina può determinare una lieve sensazione di fastidio.

Come prepararsi: la preparazione all’esame dipende dal tipo di ecografia che si deve effettuare, cioè dalla parte del corpo che si deve andare a indagare. Le ecografie che vengono eseguite sulle donne in attesa di un bambino, oppure sulla tiroide o sui reni o sul cuore (senza sonda trans-esofagea) non richiedono alcuna particolare preparazione. Prima di sottoporsi a un’ecografia al fegato e alla colecisti (piccola sacca, situata in prossimità del fegato, in cui si raccoglie la bile) è bene stare a digiuno nelle sei ore che precedono l’esame, perché in questo modo si ottengono immagini più nitide. Nel caso in cui si tratta di una ecografia da eseguire su utero, ovaio e tube, al di fuori della gravidanza, alcuni specialisti consigliano di arrivare all’esame con la vescica piena, perché l’urina rappresenta un ottimo filtro per gli ultrasuoni, i quali, attraversandola, possono catturare meglio le immagini degli organi situati intorno e dietro alla vescica.

Che cosa fare dopo l’esame: è possibile riprendere le normali attività. I risultati sono disponibili immediatamente. La persona ritira i referti, corredati di alcune immagini ecografiche, in cui vengono riportate le osservazioni del medico esaminatore.

immagine ecografica di un rene destro

immagine ecografica di una cisti renale

immagine ecografica di una vescica in sezione trasversale e sagittale