L’eiaculazione precoce (EP) è la situazione in cui l’eiaculazione si ha prima della penetrazione (1-3 minuti dall’inizio dell’erezione), del tutto involontariamente, completamente fuori dal controllo della persona. Un’altra definizione si basa sul numero di movimenti del bacino durante la penetrazione (da 10 a 15 movimenti) o dal numero di volte che la partner ottiene un orgasmo (al massimo 50% delle volte).

Tale incapacità di ritardare l’orgasmo è frustrante tanto per l’uomo quanto per la partner, visto che un rapporto è insoddisfacente se la donna non ottiene l’orgasmo. È una condizione abbastanza comune e la sua incidenza è certamente maggiore delle stime del 30% fra gli uomini. Può succedere occasionalmente e rientra nella norma, o riproporsi tante volte o indefinitamente minando il rapporto di coppia. Le cause sono quasi sempre di origine psicogena e includono: 

1 Stimolazioni eccessive;

2 Ansia;

3 Insicurezza;

4 Inesperienza o fallimento dell’apprendimento relativo alla conoscenza del se e alla percezione delle sensazioni che precedono il momento dell’orgasmo

5 Riflesso condizionato che inizia con le prime esperienze sessuali dove una rapida eiaculazione era una esigenza dettata dalla situazione o incoraggiata dalla partner.

È abbastanza comune che accada durante la masturbazione o in alcuni atti sessuali anche in presenza della partner. La periodicità intermittente prova il carattere fortemente emotivo della condizione.

Un adulto che presenta EP dovrà essere studiato dall’urologo per escludere cause organiche di infiammazione del pene, prostata e uretra posteriore e avere degli ulteriori orientamenti diagnostici.

È importante avvertire che non si può considerare come eiaculatore precoce, colui che ha una relazione con una partner che ritarda troppo per giungere ad un orgasmo.

Il trattamento varia da caso a caso e include sia un uso di farmaci oltre che psicoterapia, passando per esercizi sessuali e regole comportamentali. Non esistono trattamenti chirurgici o attraverso l’utilizzo di apparecchiature. Una comprensione, cooperazione e aiuto da parte della partner al trattamento sono fondamentali.

In alcuni casi il metodo “stop-start” (per iniziare) e la tecnica “della compressione (squeeze) sul glande” danno buoni risultati e dovrebbero essere tentati prima di altre forme di trattamento

Metodo dello stop – start ha come fine quello di far prendere confidenza al soggetto delle sensazioni che precedono il suo orgasmo. La partner dovrà masturbarlo e lui dovrà concentrarsi sulle sue concentrazioni. quando percepirà l’imminenza dell’orgasmo, fermerà la stimolazione da parte della partner fino a quando la tensione sessuale non si sia affievolita, cosicché la partner può riprendere la stimolazione altre volte. L’esercizio dovrà essere ripetuto alcune volte prima di arrivare all’eiaculazione.

Quando sembrerà che l’apprendimento della tecnica è diventato familiare riuscendo a dominare e controllare le sensazioni, si praticherà lo stesso esercizio con la penetrazione. Inizialmente con l’uomo coricato sulla schiena e la partner sopra, seduta; di seguito lo stesso esercizio in posizione laterale e finalmente con l’uomo sopra. Con disciplina, pazienza, perseveranza e perfetta intesa, il metodo da ottimi risultati in alcune settimane.

La tecnica della compressione (squeeze) sul glande: inizialmente la partner stimolerà manualmente l’uomo e lui si concentrerà sulle sue sensazioni. Quando percepisce l’approssimazione dell’orgasmo fermerà la partner e comprimerà il glande con il pollice e le dita medio e indice per 3 secondi. La compressione deve essere decisa senza causare dolore e generalmente blocca temporaneamente il desiderio di eiaculare. La tecnica dovrà essere ripetuta varie volte affinché i preliminari possano protrarsi a lungo senza che ci sia l’eiaculazione.

Quando poi si ha la sensazione di aver appreso la tecnica sufficientemente, si passa alla penetrazione. Inizialmente con l’uomo supino e la donna sopra seduta. Quando si approssima l’orgasmo, l’uomo ritirerà il pene dalla vagina e praticherà la compressione come descritto prima. Finita la sensazione di imminente orgasmo, ricomincerà l’atto sessuale e l’esercizio anche in questo caso dovrà essere ripetuto alcune volte prima di arrivare all’eiaculazione.

Bisogna considerare che non è la stessa cosa praticare gli esercizi da soli, masturbandosi o con la partner, poiché lo stato emozionale è differente. Ciò nonostante, può essere utile attuare gli esercizi anche solo masturbandosi.

Esistono altre possibilità o trucchi che possono essere tentati:

Non fare mai sesso se non si fa con desiderio. Ciò può far sorgere incomprensioni per esempio nella partner che potrebbe ritenersi non adeguatamente eccitante o che l’uomo possa avere pensieri per altre donne.

Fare sesso utilizzando posizioni non troppo stimolanti.

 

Usare il profilattico per desensibilizzare.

Procurarsi un orgasmo prima di penetrare la partner. Chiedere alla partner che si masturbi, in modo da avere un tempo adeguato per ottenere una nuova erezione. Eccitare personalmente la partner fino a farle raggiungere il momento culmine e poi penetrarla per farle raggiungere l’orgasmo.

Naturalmente dopo aver fallito con queste tecniche, esistono valide terapie farmacologiche che permettono di ricondurre a tempi normali il rapporto sessuale. La terapia è di competenza medico urologica, e pertanto è necessario che lo specialista la prescriva. spiegando tutti gli effetti, terapeutici e collaterali.