Eiaculazione ritardata e assenza di eiaculazione

Un’eiaculazione ritardata si può definire come una persistente difficoltà a raggiungere l’eiaculazione, indipendentemente dalla presenza di erezione peniena, di desiderio sessuale e stimolazioni. Si stima una incidenza dal 2 all’8% fra gli uomini adulti. La maggior parte degli uomini eiacula entro 2 o 4 minuti dall’inizio della penetrazione vaginale e i successivi movimenti del bacino. Si tratta di una situazione diametralmente opposta all’eiaculazione precoce.

  • Al principio il soggetto che ne è affetto può arrivare a pensare che si tratti di una condizione favorevole per l’attività sessuale, visto che spesso le donne necessitano di tempi più lunghi per la stimolazione sessuale e il raggiungimento dell’orgasmo. Però, dopo 30 minuti o più di attività, quando la donna ha raggiunto l’orgasmo l’uomo cerca di aumentare la stimolazione visto che tarda ad arrivare l’orgasmo e nella donna non è più presente la lubrificazione necessaria nella vagina, trasformando cosi il piacere in dolore e costrizione per entrambi. Ciò permette di immaginare l’ansia da prestazione che si dovrà affrontare la volta successiva. Nella manifestazione massima della patologia, si manifesta con una completa assenza di eiaculazione dentro o fuori la vagina.

    Esiste una ragione particolare, comune, perché si abbia tale disfunzione: la maggior parte degli uomini hanno i loro primi orgasmi dopo atti masturbatori che non danno un’idea dell’ambiente vaginale durante la penetrazione in fatto di lubrificazione e pressione delle pareti, per cui durante la penetrazione vaginale non si ritrova la stessa condizione a cui ci si abitua con l’autoerotismo, poiché le pareti esercitano meno pressione sull’organo maschile e quando ciò si verifica il soggetto sente uno stimolo insufficiente all’ottenimento dell’orgasmo.

    La maggioranza dei casi sono di natura psicologica, visto che la maggior parte dei pazienti riesce ad eiaculare con la masturbazione o durante le polluzioni notturne. Le cause organiche sono invece legate a: disturbi ormonali, diabete, lesioni dei nervi spinali o pelvici, chirurgia pelvica, problemi prostatici, uso di farmaci antidepressivi, abuso di alcol e/o droghe.

    Molti sono gli stati psicologici che possono inibire il riflesso eiaculatorio: situazioni di stress o imbarazzo in cui l’esempio classico è l’esame dello sperma raccolto dopo una masturbazione, in occasione del quale molti uomini non riescono a eiaculare:

  • Ansia da prestazione
  • Preoccupazione eccessiva per l’orgasmo della partner
  • Credenze religiose o che considerano il sesso come mezzo per il solo fine riproduttivo
  • Conflitto con l’identità sessuale e/o tendenze omosessuali
  • Esperienze traumatiche per esser stato colto durante autoerotismo o relazioni sessuali illecite
  • Preoccupazioni di vario genere coscienti o incoscienti durante il rapporto sessuale

 

Il trattamento deve cominciare con un’attenta anamnesi urologica delle possibili cause organiche e trattarle se possibile. Se il paziente sta utilizzando dei farmaci che possono avere come effetto collaterale l’inibizione del riflesso eiaculatorio, dovrà discutere col suo medico curante sulla possibilità di interrompere o cambiare il trattamento.

Se invece il paziente riferisce di riuscire a eiaculare con la masturbazione o durante i sogni erotici notturni allora la causa organica si può tranquillamente scartare e va indirizzato ad un terapeuta dei disturbi sessuali. Pertanto è necessario far prima: un dialogo con la partner sulle proprie preferenze sessuali, insegnandole come stimolare adeguatamente, con le mani o facendo sesso orale, per esempio.

  • Rilassarsi e concentrarsi su ciò che stimola sessualmente. Contrarre e rilassare la muscolatura dei muscoli glutei aiuta a velocizzare l’orgasmo. Assumere posizioni che sembrano più stimolanti. Esiste una sequenza di esercizi, un training che può essere utilizzato con la partner tanto quanto può servire per controllare la situazione, non preoccupandosi di come e del tempo necessario per ogni passaggio dell’esercizio.

    Questi i passaggi:

  • Masturbarsi in presenza della partner al fine di arrivare all’eiaculazione
  • Farsi masturbare dalla partner fino all’eiaculazione
  • Gradualmente imparare a eiaculare vicino alla vagina con l’aiuto delle mani della partner
  • La partner inizia a masturbare con il pene vicino all’ostio della vagina e quando sta per arrivare l’orgasmo lei stessa introduce il pene in vagina e l’uomo prosegue con i movimenti del bacino in modo da eiaculare dentro la vagina.
  • Situazione differente dell’eiaculazione ritardata è l’assenza dell’eiaculazione durante l’orgasmo o aneiaculazione nei soggetti che avevano normali eiaculazioni. Ciò si deve quasi sempre a fattori organici.

    Ecco i più comuni:

uso di farmaci che rilasciano la muscolatura del collo vescicale per disturbi minzionali legati alla prostata (a1 litici); chirurgia del piccolo bacino dove le vie nervose responsabili della eiaculazione vengono lesionate;chirurgia della prostata che provoca eiaculazione retrograda, in cui la direzione del flusso spermatico per questioni di beanza del collo vescicale si inverte e va in vescica piuttosto che attraverso l’uretra e all’esterno, venendo poi eliminato con la minzione successiva.

Alcuni casi di aneiaculazione possono essere trattati modificando la dose e il tipo di farmaci utilizzati. I casi invece dovuti alla chirurgia hanno meno possibilità di essere corretti, visto che l’alterazione anatomica è quasi sempre irreversibile.

Tanto l’eiaculazione ritardata che l’aneiaculazione dovranno essere inizialmente studiate dall’urologo, che dovrà diagnosticare le cause e identificare il miglior trattamento del caso in questione.