INCURVAMENTO PENIENO

L’incurvamento congenito del pene e’ una patologia che viene evidenziata durante la fase tardiva dell’adolescenza quando si nota che il pene durante la erezione non ha un asse rettilineo ma presenta una curvatura piu’ o meno accentuata. Spesso la curvatura e’ verso il basso, ossia ventrale ma piu’ raramente e’ da un lato (o verso destra o verso sinistra). E’ una malattia non rara. E’ definita congenita perché’ presente fin dalla nascita. Il giovane se ne accorge dopo la puberta’ quando incomincia ad interessarsi alla sua vita sessuale. È proprio il disagio nel paziente che lo induce a effettuare una visita andrologica e a richiedere l’intervento di corporoplastica.

L’etiologia è legata ad una crescita non uniforme della tunica albuginea nei primi mesi di vita fetale. L’incurvamento se modesto, non crea nessun problema alla vita e pratica sessuale e per questo va evitato il trattamento. Se invece la curvatura e’ accentuata e’ preferibile trattare chirurgicamente questa asimmetria e quanto prima precocemente, per permettere che i rapporti sessuali possano essere regolari.

Dopo un attenta visita con il paziente, si richiede una fotografia del pene in erezione (dall’alto verso il basso, lateralmente e frontalmente per valutare la curvatura sui tre assi spaziali) che il paziente si autoeseguira’ a domicilio. Si potrà, così, documentare il grado di incurvamento penieno e pianificare nel miglior modo possibile l’intervento correttivo. Si programma altresì un ecocolordoppler dinamico penieno per valutare, dal vivo, l’erezione e il grado di incurvamento

La terapia e’ preferibilmente chirurgica e consiste nel raddrizzare il pene dalla parte contraria all’incurvamento asportando delle losanghe di tonaca albuginea del corpo cavernoso (Corporoplastica sec. Nesbit) (vedi video). Nei casi piu’ importanti le losanghe da asportare saranno due o tre.

L’intervento si esegue generalmente in anestesia spinale.

Il decorso post operatorio non e’ doloroso. Il paziente viene dimesso qualche giorno successivo all’intervento. Per evitare ematomi e’ prudente fasciare il pene dopo la operazione, per 24 ore. In queste ore sara’ necessario tenere il catetere vescicale per poter urinare. Quasi sempre si preferisce circoncidere il prepuzio per evitare necrosi del prepuzio. Il risultato funzionale ed estetico e’ in genere ottimo.