Le malattie sessualmente trasmesse

Le malattie sessualmente trasmesse (MST) riguardano tutti ed in particolare gli adolescenti ed i giovani. La tendenza attuale della coppia ad avere un figlio sempre piü tardi, ci obbliga ad una maggior prevenzione per le cause di infertilità.

Una delle cause di infertilità di coppia sono le MST perché procurano danni:

1) in fase attiva

2) dopo guarigione per gli esiti cicatriziali (chiusura delle tube nella donna o dei deferenti nell’uomo)

3) per il trattamento farmacologico che bisogna usare (danneggia sia gli spermatozoi che l’uovo)

4) possono infettare il feto provocando un aborto o un parto pre termine

5) possono infettare il neonato durante il parto.

Consideriamo MST tutte le malattie contagiose trasmesse prevalentemente per contatto sessuale cioè con rapporti vaginali, anali sia insertivi che recettivi e con rapporti urogenitali.

Le MST possono essere di origine batterica, virale, protozoaria e micotica.

Un breve elenco: sifilide, gonorrea, infezione da chlamidia trachomatis, infezione da micoplasmi genitali, herpes simplex anogenitalis, infezioni da human papilloma virus e da human immunodeficiency virus, epatite b e c, tricomoniasi genitale, candidosi.

Tutte queste malattie sono facilitate da:

contraccezione non protettiva (rapporti senza preservativo)

precoce attività sessuale

permissivismo sessuale

promiscuità sessuale

viaggi internazionali

trattamento medico non adeguato

rapporti con prostitute

omosessualità

tossicodipendenza

Il medico deve perciò essere sempre informato dal paziente sulla storia personale, sessuologica, propria e del partner.

Il paziente maschio deve sempre osservare:

1) se ha prurito, bruciore o dolore nelle zone genitali e anali

2) se ha delle vescicole o macchie o piccole escrescenze sul glande, sulla cute del pene o sullo scroto o vicino all’ano

3) se ha delle perdite dall’uretra, specie al mattino, bianco-giallastre

4) se ha bruciori urinando od urina molto più frequentemente del solito (nel maschio).

La paziente femmina deve osservare:

1) se ha prurito vulvare (grandi e piccole labbra e clitoride) o vaginale o anale (se ha avuto rapporti anali)

2) se vi sono delle vescicole o macchie o escrescenze nelle zone genitali

3) se ha perdite vaginali bianco-giallastre al di fuori di quelle tipiche a “bianco d’uovo” che caratterizzano il periodo fertile a metà del ciclo mestruale

La tricomoniasi genitale è la più frequente fra le MST. E’ un protozoo (parassita) che causa vaginiti ed uretriti, più raramente prostatiti ed epididimiti. Provoca spesso un parto pre termine nelle gravide, viene curata bene nelle femmine anche con terapia locale oltre che sistemica, nei maschi con terapia sistemica per bocca.

La candidosi non viene obbligatoriamente trasmessa per via sessuale, è un fungo molto frequente nelle femmine giovani, spesso è dovuta ad un calo della comune flora batterica in vagina (per es. per una terapia antibiotica); viene curata per via locale nelle femmine, per via sistemica, per bocca, nei maschi, ai quali raramente provoca delle infezioni importanti.

La chlamidia trachomatis è molto frequente come batterio e vi sono vari ceppi; il ceppo africano è responsabile del linfogranuloma venereo, il ceppo più comune in Italia è la causa principale delle uretriti non gonococciche nei m. e talvolta di epididimiti.

La sifilide o lue viene dal treponema pallido e si manifesta con delle ulcere sui genitali e con ingrossamento dei linfonodi.

La gonorrea, data dai gonococchi gram negativi, anticamente chiamato “scolo” dà delle perdite gialle, purulente dall’uretra nel m. e dalla vagina nella f., è anche accompagnata da faringite; si cura efficacemente con un antibiotico in monosomministrazione e rappresenta circa il 5% delle MST.

L´Herpes genitalis corrisponde a quello labiale, molto comune, si presenta come una o più vescichette sul glande o in zona vulvare, molto dolorose; spesso si ha una reinfezione, comunque favorisce, come molte delle MST, l’infezione HIV. Si cura con un farmaco antivirale finché non guarisce definitivamente.

L’infezione da H. papilloma virus (HPV) può presentarsi sotto 3 forme cliniche:

1) condilomi piatti e displasie (che favoriscono l’ínsorgenza del tumore al collo dell’utero ed al glande)

2) condilomi acuminati detti anche “creste di gallo”

3) forme latenti, asintomatiche,si trovano solo con indagini biomolecolari e con lenti di ingrandimento si curano con elettrocoagulazione o asportazione chirurgica.

Le infezioni da Human immunodeficiency virus vengono dal virus HIV e viene trasmesso nell’80% dei casi per via sessuale; si manifesta con febbre, linfadenopatie (ghiandole linfonodali ingrossate) oppure con una infezione opportunista (per es.polmonite ecc.). Se preesistono altre MST è più facile infettarsi con HIV. Si ricorda che esistono più ceppi HIV per cui due partners HIV positivi devono, comunque, usare il preservativo per non infettare l’altro, anche con il proprio ceppo HIV. Per ora il virus HIV non è guaribile, ma è curabile con delle terapie antivirali, per bocca, molto efficaci.

Anche le epatiti B e C si possono trasmettere sessualmente (possono essere asintomatiche oppure dare spossatezza, febbre, ittero ecc.).

La tubercolosi può essere trasmessa anche per via sessuale, anche se non è la via più frequente.

Sono in studio dei vaccini sia per le MST virali che batteriche, attualmente è in commercio solo il vaccino per l ‘epatite B.

Cosa fare per non ammalarsi di una MST? Per prevenire realmente le MST, quindi, si ha solo una prevenzione comportamentale:

1) evitare rapporti e pratiche sessuali a rischio

2) ridurre il numero dei partner

3) usare il condom (preservativo o profilattico), spermicidi, diaframma con spermicidi

4) lavarsi ed urinare sempre prima e dopo un rapporto sessuale (le f. possono usare lavande vaginali antisettiche)

5) rivolgersi subito ad un medico o ad uno specialista andrologo, ginecologo, dermatologo, infettivologo od ad un centro MST (esiste in ogni città) se si ha un sospetto di essersi contagiaticon una MST dopo autosservazione

6) informare il medico senza reticenze

7) informare sempre il o la partner e chiedergli-le di eseguire una visita e la terapia consigliata

8) far controllare sempre l ‘avvenuta guarigione, propria e del partner.

Gli esami che lo specialista consiglia di fare sono esami di laboratorio veramente semplici per il paziente, mutuabili, (colture di tamponi delle varie secrezioni); a volte lo specialista richiede anche degli esami del sangue o delle ecografie pelviche nella donna o dello scroto e della prostata, nell’uomo.