La scintigrafia consiste nell’iniezione di una sostanza radioattiva (solitamente iodio o tecnezio o tallio) che, una volta entrata nell’organismo, va a fissare in alcune parti del corpo (ossa, polmoni, reni, cuore, tiroide, fegato). Le radiazioni emesse dalla sostanza radioattiva vengono poi captate e trasformate in immagini da un sofisticato lettore di raggi Gamma. La quantità di sostanza radioattiva introdotta nell’organismo è minima.

Le indicazioni: la scintigrafia è utile in urologia per individuare qualsiasi anomalia a carico delle ossa, quando si effettua la stadiazione clinica in casi di patologia tumorale (prostata, rene, vescica) poiché la sostanza radioattiva tende a essere respinta dall’osso sano e a distribuirsi sull’osso infiammato, o alterato nella trama da un tumore o da un’artrosi (in quest’ultimo caso, si parla di falsi positivi, è necessario praticare radiografie mirate per valutare i segmenti ossei sospetti).

E’ indicata, inoltre, per indagare sulla funzionalità dei reni e valutare il grado di funzionalità residua. E’ una delle metodiche medico nucleari più comunemente utilizzate. Essa sfrutta la caratteristica dei radiofarmaci di venire captati ed eliminati dai reni in modo proporzionale alla funzionalità renale. Permette quindi di valutare la funzionalità renale e il deflusso urinario lungo tutto l’asse escretore.

Il radiofarmaco viene somministrato per via endovenosa, preferenzialmente in una vena cubitale, “a bolo”, ossia iniettando in modo impulsivo il piccolo volume di tracciante.

Contemporaneamente alla somministrazione del radiofarmaco inizia l’acquisizione delle immagini sequenziali che vengono distinte in due fasi :

prima fase: immagini rapide (3-5 secondi) per il primo minuto, per evidenziare dinamicamente il primo passaggio del radiofarmaco attraverso la regione esplorata;

seconda fase: immagini più prolungate (in genere 10-20 secondi) fino al termine dell’indagine (30-35 minuti), per evidenziare dinamicamente captazione e escrezione renale del radiofarmaco.

Al termine si possono acquisire immagini statiche tardive dopo minzione e ortostatismo o immagini in proiezione laterale per misurare la profondità renale.

Esistono due importanti varianti rispetto alla metodica standard

Scintigrafia renale sequenziale con stimolo diuretico usata nello studio dell’uropatia ostruttiva

Scintigrafia renale sequenziale dopo somministrazione di ACE-inibitore usata nello studio dell’ipertensione nefrovascolare

L’indagine fornisce una serie di immagini che rappresentano la distribuzione del radiofarmaco nei reni e nei tessuti circostanti. Le immagini mostrano la morfologia renale, il grado di perfusione e di funzionalità e, analizzate in sequenza, permettono di valutare la formazione e l’escrezione dell’urina.

L’elaborazione computerizzata dei dati acquisiti fornisce, inoltre, le curve attività/tempo renali e la valutazione quantitativa di numerosi indici funzionali, quali la funzionalità renale relativa e la funzionalità renale totale e separata espressa come velocità di filtrazione glomerulare o flusso plasmatico renale efficace.