MASSE RENALI

Sintomi quali dolori addominali o ai fianchi, ipertensione arteriosa anche in giovane età, ematuria o una massa su un fianco che risulti palpabile a un esame obiettivo possono indurre a eseguire un esame radiografico/ecografico. Un numero sempre piu’ crescente, però, di masse renali viene attualmente scoperto in pazienti completamente asintomatici che si sottopongono a un’indagine addominale non invasiva, quale l’ecografia o la TAC, per altri motivi. Addirittura il 50% del piu’ comune tipo di tumore del rene viene rilevato casualmente in questo modo. Ma a cosa ci possiamo trovare di fronte quando diciamo massa renale? Per esempio a una cisti renale benigna, un ascesso, un ematoma, un infarto renale, un’angiomiolipoma, un oncocitoma (tipo di tumore), o a un tumore a cellule chiare del rene. Le indagini disponibili per formulare una diagnosi comprendono senza dubbio l’Ecografia, la Urografia/TAC e l’Arteriografia (in taluni casi).


TUMORI BENIGNI DEL RENE

Cisti semplice: semplice o multipla, unilaterale o bilaterale, viene, spesso, scoperta casualmente, sono asintomatiche e non richiedono terapia. Talvolta una cisti può ingrandirsi notevolmente e provocare dolore o ostruzione del deflusso d’urina, e ipertensione arteriosa. Importante è la differenziazione con il tumore mediante la Ecografia, o la TC.

Adenoma renale: la diagnosi di adenoma si basa esclusivamente sull’esame anatomopatologico, non sulle dimensioni.

Oncocitoma: sono in genere circolari, ben delimitati e di colore marrone, non tendono a metastatizzare, o a invadere le strutture circostanti. La distinzione da un adenocarcinoma (tumore renale a cellule chiare) è impossibile con gli esami radiografici.

Angiomiolipoma: tumore formato dalla presenza di vasi sanguigni, muscolatura e tessuto adiposo combinati fra loro. Le forme isolate colpiscono soprattutto le donne adulte, e vengono spesso diagnosticati occasionalmente, a meno che non si raggiungano elevate dimensioni. L’esame Ecografico e la TAC sono molto utili alla diagnosi ed alla differenziazione dal tumore maligno.

TUMORI MALIGNI DEL RENE

L’Adenocarcinoma (a cellule chiare) rappresenta il piu’ comune tumore del rene (90%) ed il 3% di tutti i tumori maligni. La causa non è nota e il fumo di sigaretta è il solo fattore di rischio accertato. I segni piu’ comuni con cui il tumore si manifesta sono ematuria evidente o microscopica, dolore addominale o ai fianchi e una massa addominale palpabile. Questi reperti, però, sono solo presenti nel 10-15% dei pazienti, poiché ai giorni d’oggi con le nuove strumentazioni diagnostiche (Ecografia, TAC e Risonanza Magnetica) lo si trova quasi sempre occasionalmente. L’escissione chirurgica è la piu’ comune forma terapeutica, soprattutto se unilaterale e localizzato.

carcinoma a cellule chiare

carcinoma uroteliale

  

CARCINOMA A CELLULE TRANSIZIONALI DELLA VESCICA

E’ per frequenza al quarto posto nell’uomo e all’ottavo nella donna. I fattori di rischio piu’ importanti sono l’età (incidenza massima fra i 60-70 anni), l’esposizione professionale a coloranti all’anilina e alle amine aromatiche, il fumo di sigaretta, e i trattamenti con ciclofosfamide. Tale tumore viene suddiviso in forme superficiali (non invasive la parete vescicale) nel 70-75% dei casi ed in forme invasive piu’ rare ma piu’ gravi per il pericolo di metastasi.

Il sintomo piu’ frequente è l’ematuria senza sintomi di accompagnamento spesso. Sono frequenti anche sintomi irritativi, fra i quali pollachiuria imperiosa e disuria. La diagnosi prevede la citologia urinaria, la cistoscopia (endoscopia della vescica) ed esami strumentali come la Ecografia e la TAC. Per quanto riguarda la storia clinica la maggior parte dei pazienti è soggetta a piu’ recidive nel tempo ed in altri parti della vescica, perciò è necessario un attento monitoraggio del paziente nel tempo con cistoscopie ed Ecografie. La terapia è da valutare da caso a caso a seconda della dimensione, grado e stadio del tumore.

 

 

 

CARCINOMA DELLA PROSTATA

Vi sono diverse varietà di tumore, ma oltre il 90% dei pazienti presenta un adenocarcinoma che si manifesta in diverse varianti. Tale carcinoma è il piu’ frequente tumore maligno tra gli uomini, circa il 30% degli uomini di oltre 50 anni di età presenta prove istologiche di questa patologia e la percentuale aumenta con l’invecchiare della popolazione. Gli individui di razza nera presentano un rischio maggiore di venire colpiti dal carcinoma rispetto a quelli di razza bianca e, inoltre, mostrano un piu’ elevato tasso di mortalità per questa patologia. La causa è sconosciuta. Gli uomini con un parente di primo grado (padre, fratello) affetto da carcinoma della prostata hanno una probabilità doppia di sviluppare la stessa malattia, e tale probabilità aumenta fino a 9 volte qualora i parenti di primo grado siano due. Circa il 70% degli adenocarcinomi ha origine nella zona piu’ esterna della prostata, facilmente raggiungibile dal dito esploratore. I pazienti che presentano aumento del livello del PSA (antigene prostatico specifico) e/o alterazioni palpabili con il dito nel retto vengono in genere sottoposti a ecografie transrettali e a biopsie guidate con ultrasuoni per porre una precisa diagnosi e per programmare così un attento iter terapeutico.

La scintigrafia ossea è un esame utile per individuare metastasi ossee, mentre la TAC per le metastasi linfonodali di una certa entità. Per quanto riguarda la terapia attualmente si sottopone il paziente a prostatectomia radicale, di salvataggio, radioterapia, brachiterapia, o terapia endocrina a seconda del tipo, grado, stadio di tumore cui ci troviamo di fronte e a seconda dell’esigenze e dell’età del paziente.

 

 

 

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TUMORI DEL TESTICOLO

I tumori del testicolo, anche se rari, rappresentano una delle prime cause di mortalità per patologia neoplastica negli uomini in giovane età. I tumori si manifestano sia in forme pure, che in forme miste (con derivazione dalle varie componenti del testicolo). La forma istologicamente pura piu’ frequente è il seminoma; tuttavia i tumori misti si manifestano con frequenza maggiore. L’età e il criptorchidismo (testicolo non presente nello scroto) sono gli unici fattori di rischio noti. Infatti vi sono 3 picchi di incidenza per età: dalla nascita a 10 anni, fra i 20 e i 40 anni, ed oltre i 60 anni. Un rigonfiamento o un nodulo unilaterale indolore, in genere scoperto accidentalmente dal paziente o dal suo partner sessuale è il segno/sintomo piu’ frequente. L’esame palpatorio del testicolo deve essere fatto con attenzione unitamente all’esame dell’addome, del torace, delle regioni cervicali, sovraclaveari e ascellari per eventuali metastasi manifeste. L’Ecografia dello scroto, la TAC ed il dosaggio di particolari marcatori tumorali nel sangue insieme all’esame anatomo-patologico del testicolo incriminato (dopo la sua rimozione chirurgica per via inguinale) completano l’iter diagnostico. A seconda delle dimensioni, dello stadio, del grado e del tipo istologico ci saranno vari percorsi terapeutici.

Ecocolordoppler scrotale (seminoma tipico)

Intervento di orchifunicolectomia per carcinoma del testicolo