dott. Maurizio Melis - Medico Chirurgo - Specialista in Urologia - Selargius (Ca)

Cos’è l’Urologia

E’una branca specialistica della chirurgia  che  si occupa delle patologie delle vie urinarie e dell’apparato genitale maschile e femminile, affrontando gli aspetti funzionali e patologici: 

 

Chirurgia urologica       Andrologia          Endourologia       Urodinamica

 

La visita urologica

E’ fondamentalmente una visita chirurgica con lo specifico riguardo all’apparato genito urinario.

 

 

L’urologo procede con l’anamnesi, interrogando il paziente sull’insorgenza dei disturbi, stile di vita, patologie associate pregresse e attuali, terapie farmacologiche in corso, ricoveri, interventi chirurgici, malattie prevalenti in famiglia.

Si passa quindi all’esame obiettivo, ossia la visita vera e propria:

Regioni lombari: si osserva la normoconformità e la simmetria. si valuta la dolenzia e la dolorabilità dei punti costo vertebrali e costo lombari. Si effettua la manovra del Giordano, colpendo con la mano a taglio la regione lombare nei punti renali

Addome: si osserva la conformazione e la simmetria, la presenza di bozzi, erniazioni, laparoceli, tumefazioni, movimenti respiratori, cicatrice ombelicale, cicatrici chirurgiche, colorazione della cute, eventuali circoli venosi superficiali. Si palpa prima superficialmente, poi più profondamente per valutare la trattabilità in tutti i quadranti e/o eventuali contratture di difesa, dolenzia e dolorabilità alla palpazione superficiale e profonda. si valutano il margine inferiore epatico e il polo inferiore splenico durante le inspirazioni profonde, eventuali tumefazioni, se presenti e mobili o fisse, dolorabili, pulsanti. Poi si passa alla percussione per la valutazione del timpanismo enterocolico (TEC), che da informazioni sulla distensione delle anse intestinali, aree di ottusità, area di ottusita epatica. Infine si poggia il fonendoscopio e si ascoltano i “rumori” intestinali, la peristalsi, i borborigmi dati dal movimento delle anse durane la spinta del bolo alimentare verso l’estremità finale dell’intestino.

Ipogastrio: si fa la valutazione generale durante l’esame obiettivo dell’addome, nel particolare urologico si valuta la presenza o no di un globo vescicale, quando esiste un’ostruzione acuta o cronica allo svuotamento vescicale, con o senza dolenzia e dolorabilità associate.

 

Genitali esterni: l’esame obiettivo prevede sempre le fasi di osservazione per la valutazione della conformazione (normale o alterata)

 

colorazione cutanea, alterazioni patologiche,

condilomatosi

 

sua esuberanza e fimosi, cicatrici, simmetria, ortotopicità del meato uretrale esterno (oppure ipospadia o più raramente epispadia), frenulo prepuziale normale o corto,

 

simmetria delle porzioni emiscrotali, dimensioni dei testicolo

 

 

ed eventuali dilatazioni venose (varicocele)

 

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ESAME RETTALE DIGITALE (ESPLORAZIONE RETTALE)

Dovrebbe essere eseguito annualmente a partire dai 50 anni di età in tutti gli uomini che si sottopongono a visita urologica. L’esame deve prevedere una valutazione del tono dello sfintere anale, l’eventuale presenza di feci magari miste a sangue e soprattutto la palpazione della prostata.

Nell’ipertrofia prostatica benigna o adenomatosi prostatica (tipica del soggetto anziano) tale ghiandola si presenta ingrossata e di consistenza gommosa, nel carcinoma, invece, si presenta duro-lignea in alcune sue parti o nella sua totalità. L’adenoma prostatico comincia a svilupparsi attorno ai 40 anni sotto l’influenza ormonale del testosterone e degli estrogeni. E’ una patologia benigna conosciuta anche con il nome Iperplasia Prostatica Benigna e non degenera mai, nel senso che non diventa un tumore.

L’adenoma prostatico determina solo disturbi della minzione, come aumentata frequenza minzionale, difficoltà a trattenere le urine, svegliarsi di notte per urinare, bruciori durante la minzione, getto ridotto e spesso interrotto. Al contrario il tumore della prostata raramente determina questi disturbi, in quanto si sviluppa lentamente dalla periferia della ghiandola prostatica e non dalla porzione centrale, come l’adenoma. L’insorgenza del tumore può quindi evidenziarsi contemporaneamente all’adenoma, che potrà essere successivamente “invaso”, ma anche dopo l’intervento di Adenomectomia o Resezione Endoscopica dell’adenoma stesso.

E’ questo il motivo per cui, anche dopo questi interventi disostruttivi, che rimuovono solo l’adenoma e non la prostata, è necessario controllare il PSA (Antigene Prostatico Specifico), in quanto il pericolo del tumore non è cessato.

Il tumore alla prostata si sviluppa più frequentemente negli ultra cinquantenni, è il secondo più comune tipo di tumore negli Stati Uniti, dove è responsabile del maggior numero di morti da tumore, dopo il tumore dei polmoni. Molti fattori, compresa la genetica e la dieta, sono stati implicati nello sviluppo del carcinoma prostatico.

Il tumore prostatico viene più spesso scoperto all’esame clinico appunto e tramite esami ematici, come la misurazione del PSA (antigene prostatico specifico).

 

 

 

UN PO’ DI HUMOR PER SDRAMMATIZZARE!